Nel settembre del 2020, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) ha emesso una sanzione nei confronti di Paolo Maldini, ex direttore tecnico dell’AC Milan, e del club stesso, a seguito di una violazione dei protocolli sanitari durante la partita contro la Lazio del 4 luglio 2020.
La violazione riguardava l’ingresso nello spogliatoio degli arbitri senza indossare la mascherina, una misura obbligatoria introdotta per prevenire la diffusione del COVID-19. Paolo Maldini, che in quel periodo ricopriva il ruolo di direttore tecnico, è stato multato con una somma di 9.000 euro per non aver rispettato le norme sanitarie previste.
In aggiunta alla multa personale, il club milanese è stato sanzionato con una multa di 3.000 euro per responsabilità oggettiva, in quanto la squadra, pur non essendo direttamente coinvolta, era comunque sotto la supervisione della dirigenza.
Questa violazione ha suscitato una certa sorpresa tra i tifosi, in quanto l’AC Milan, e soprattutto Maldini, sono generalmente considerati esempi di professionalità e rispetto delle regole. Tuttavia, questa situazione ha evidenziato le difficoltà nel gestire le misure sanitarie in contesti sportivi ad alta intensità, soprattutto in un periodo di emergenza sanitaria globale.
La sanzione ha avuto anche un impatto sull’immagine del club, ma si è trattato di un promemoria riguardo all’importanza di seguire le normative in un contesto delicato come quello della pandemia. In ogni caso, la questione è stata gestita con rapidità, e da quel momento in poi l’AC Milan ha preso ulteriori precauzioni per garantire che tutte le misure di sicurezza venissero rispettate scrupolosamente.